Il premio

[ Giornate d'autunno ]

Tra il 6 e il 7 settembre si tiene la prima edizione del Premio Jacopone da Todi.
Padrone della parola ma linguisticamente libero e eterodosso, colto ma avverso agli intellettualismi, Jacopone aveva scrittura immaginifica, tagliente, capace di rendere corporeo l’immateriale. Il premio a lui intitolato cerca chi in Italia si distingue per tratti artistici analoghi. Nella consapevolezza che la migliore arte è quella che non cessa di esplorare, la giuria si propone in particolare di ritrovare nella creatività contemporanea lo spirito divergente della sua scrittura e della sua figura, riconoscendo le migliori opere e carriere nel campo della prosa, della poesia e della canzone d’autore. Un riconoscimento viene assegnato alla carriera.

I premi Jacopone da Todi 2019 vanno a:

Premio speciale alla carriera:

  • Patrizia Cavalli

Il premio cerca nelle carriere e nelle opere dei candidati:

  • propensione alla ricerca
  • connessione tra l’attività creativa e lo studio
  • rifiuto degli automatismi che garantiscono il consenso
  • capacità di dialogare attraverso la propria arte
  • tendenza a sfuggire le classificazioni consolidate.

Le scelte sono il frutto di discussioni di giurie under 40 che si sono confrontate durante la primavera per decidere chi sono i nuovi Jacopone. Ognuna delle tre giurie ha un giurato ospite, nome emergente della critica e del mondo accademico, che ha guidato il dibattito in riunioni collegiali destinate a convergere in decisioni unanimi. Durante le giornate di settembre i giurati racconteranno le opere vincitrici che saranno lette e ascoltate in incontri aperti al pubblico.

Il premio, in parte ospitato dal fortunato format Giardini Segreti, punta a riaffermare la funzione della critica, depotenziata in questa fase storica di disintermediazione. Una funzione che è, etimologicamente, quella di distinguere: separare non tanto, o non solo, il “bello” dal “brutto”, ma ciò che aumenta la conoscenza del mondo da ciò che la indebolisce, ciò che illumina da ciò che confonde, le forme significative dalle deformazioni in-significanti.

In questo senso Jacopone diventa ispirazione per ricercare e conoscere opere e artisti che meritano di essere ascoltati, divulgati, raccontati.

Nel presente della disintermediazione, dell’accesso generalizzato alla presa di parola, dell’attacco alle competenze e della svalutazione del talento, la critica ha bisogno di riaffermare il significato della propria funzione, che è, etimologicamente, quella di distinguere. Separare non tanto, o non solo, il “bello” dal “brutto”, ma ciò che aumenta la conoscenza del mondo da ciò che la indebolisce, ciò che illumina da ciò che confonde, le forme significative dalle deformazioni in-significanti.

La necessità critica che ispira il Premio Jacopone da Todi è quella di mostrare che solo lo stile, ovvero l’elaborazione complessa e consapevole delle esperienze e delle percezioni, è in grado di attivare nuove modalità di esistenza che possono modificare la realtà. Ispirato dalla radicale vitalità dell’opera di Jacopone, il premio si fonda sull’ambizione di tornare a mostrare l’imprescindibilità della trasfigurazione artistica del mondo per le esistenze individuali e per i destini collettivi.

Padrone della parola ma linguisticamente libero e eterodosso, colto ma avverso agli intellettualismi, Jacopone da Todi aveva scrittura immaginifica, tagliente, capace di rendere corporeo l’immateriale. Il premio a lui intitolato cerca chi in Italia si distingue per tratti artistici analoghi. Nella consapevolezza che la migliore arte è quella che non cessa di esplorare, la giuria si propone in particolare di ritrovare nella creatività contemporanea lo spirito divergente della sua scrittura e della sua figura, riconoscendo le migliori opere e carriere nel campo della prosa, della poesia e della canzone d’autore.

Il premio punta a promuovere esempi di qualità e densità del linguaggio che possano vincere la sfida con il tempo, e con i tempi imposti dall’eterno presente della comunicazione, che tende a consumare tutto rapidamente e brucia le possibilità di durata di ciò che è significativo.

Elementi che le giurie cercano nelle carriere e nelle opere dei candidati:

  • propensione alla ricerca
  • connessione tra l’attività creativa e lo studio
  • rifiuto degli automatismi che garantiscono il consenso
  • capacità di dialogare attraverso la propria arte
  • tendenza a sfuggire le classificazioni consolidate.

Il premio prevede due appuntamenti. Nelle giornate jacoponiche di primavera, la Stabat Mater Association premia l’opera complessiva di Patrizia Cavalli e a lei dedica un reading con l’autrice. In preparazione degli appuntamenti, le classi di licei e istituti superiori si avvicineranno all’opera della poetessa.

Nelle giornate autunnali tre giurie (prosa, poesia e canzone d’autore) under 40 si riuniscono per discutere e giungere a una decisione pienamente condivisa, senza rigidi calcoli aritmetici; una sorta di “anti-conclave” che converga su tre opere vincitrici.

Ogni giuria è composta da critici, ricercatori, professori, giornalisti, amanti della letteratura e della musica che avranno presentato, motivandola, la candidatura di un’opera.

In collaborazione con Giardini Segreti (associazione Chromicles), si prevedono esibizioni legate al premio ospitate nel centro di Todi.

Rispetto alle tre opere premiate, come per tutta l’opera di Patrizia Cavalli, viene redatta una breve guida da scaricare online e distribuire nelle scuole durante l’autunno in modo da garantire una continuità e una costruzione di significato che vadano oltre i due eventi di primavera e autunno.